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Pap test: guida completa – cos’è, come si fa e cosa significano i risultati

In breve

Il Pap test (citologia cervicale o striscio cervicale) è un esame di screening rapido, di pochi minuti, in cui si prelevano cellule dal collo dell’utero per individuare alterazioni precancerose molto prima che possano trasformarsi in tumore. È consigliato alle donne che hanno iniziato l’attività sessuale, all’età e con l’intervallo indicati dal medico. Alla Klinika Gjata di Tirana, Pap test, test HPV, colposcopia e biopsia vengono eseguiti sotto la guida della Prof.ssa Associata Dr.ssa Elinda Gjata, ginecologa con oltre 25 anni di esperienza, formata in colposcopia a Parigi, Lione e Ascoli Piceno.

Aggiornato:

01Pap test: cos’è e cosa rileva?

Il Pap test è un esame di screening che controlla le cellule del collo dell’utero alla ricerca di alterazioni anomale. Non è un test per il tumore dell’ovaio o del corpo dell’utero, ma per la cervice uterina, la parte inferiore dell’utero che si apre nella vagina.

Il nome deriva dal medico greco Georgios Papanikolaou, che sviluppò il metodo negli anni ’40. Per questo lo si sente chiamare “Pap test”, “striscio”, “Pap smear” o “citologia cervicale”: indicano tutti lo stesso esame.

Definizione: la citologia cervicale è l’esame al microscopio delle cellule prelevate dalla superficie del collo dell’utero, per individuare cellule anomale (displasia o lesioni precancerose) e, più raramente, cellule tumorali.

Cosa può rilevare il Pap test:

  • se le cellule del collo dell’utero sono normali
  • alterazioni lievi, spesso legate all’infezione da HPV, che molte volte regrediscono da sole
  • alterazioni più importanti (precancerose), che vanno seguite o trattate
  • talvolta segni di infiammazione o infezione, che il medico valuta a parte

Cosa non rileva il Pap test:

  • non individua il tumore dell’ovaio
  • non è un test per le infezioni sessualmente trasmesse (servono esami specifici)
  • non sostituisce la visita ginecologica o l’ecografia in presenza di sintomi

Il Pap test può essere eseguito con il metodo tradizionale (le cellule vengono strisciate su un vetrino) oppure in fase liquida (le cellule vengono poste in un contenitore con liquido conservante). Il secondo metodo permette di eseguire sullo stesso campione anche il test HPV, se il medico lo richiede.

02Perché il Pap test è importante? La prevenzione del tumore del collo dell’utero

Il Pap test è importante perché il tumore del collo dell’utero è uno dei pochi tumori che si possono prevenire quasi del tutto: le alterazioni precancerose si individuano e si trattano anni prima che diventino tumore.

I dati principali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS):

  • circa 604.000 nuovi casi e circa 280.000 decessi per tumore del collo dell’utero nel mondo nel 2024
  • quasi tutti i casi sono causati dall’infezione persistente da tipi oncogeni di HPV (papillomavirus umano); i tipi HPV 16 e 18 causano circa il 76% dei casi
  • nelle donne con sistema immunitario normale, il passaggio da lesione precancerosa a tumore richiede di solito 15–20 anni: è questa la “finestra” sfruttata dallo screening e dal Pap test

La Strategia globale dell’OMS per l’eliminazione del tumore del collo dell’utero, adottata nel 2020, punta a portare la malattia sotto i 4 casi ogni 100.000 donne all’anno. Per arrivarci, entro il 2030 ogni Paese dovrebbe raggiungere gli obiettivi “90–70–90”:

  1. 90% delle ragazze completamente vaccinate contro l’HPV entro i 15 anni
  2. 70% delle donne sottoposte a un test ad alte prestazioni entro i 35 anni e di nuovo entro i 45
  3. 90% delle donne con lesioni precancerose o tumore che ricevono un trattamento

In Albania, secondo l’Istituto di Sanità Pubblica (ISHP), il tumore del collo dell’utero è tra i tumori più frequenti nelle donne giovani. Per questo esiste un programma nazionale pubblico di screening e il vaccino HPV è stato inserito nel calendario vaccinale nazionale per le ragazze. Pap test, test HPV e colposcopia sono gli strumenti che rendono concreta questa prevenzione per ogni donna.

03Quando fare il Pap test e ogni quanto? Chi deve farlo

Risposta breve: il Pap test (o il test HPV) è raccomandato alle donne che hanno avuto rapporti sessuali, a partire dall’età indicata dal medico e con un intervallo basato su età, risultati precedenti e rischio individuale. Non esiste una “frequenza universale”: le linee guida variano da Paese a Paese e sono state aggiornate negli ultimi anni.

Cosa dicono le linee guida internazionali (come orientamento generale):

  • L’OMS raccomanda come test principale per la popolazione generale il test HPV ad alte prestazioni, a partire dai 30 anni, ogni 5–10 anni; per le donne che vivono con l’HIV, dai 25 anni, ogni 3–5 anni.
  • L’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG, 2026): tra i 21 e i 29 anni, Pap test ogni 3 anni; tra i 30 e i 65 anni è preferibile il test HPV primario ogni 5 anni, mentre il co-testing (Pap + HPV) ogni 5 anni resta accettabile.
  • La maggior parte delle linee guida non raccomanda un Pap test annuale di routine nelle donne con risultati normali e senza fattori di rischio.

In Albania esiste un programma nazionale pubblico di screening del tumore del collo dell’utero basato sul test HPV, offerto gratuitamente nei centri sanitari alle fasce d’età previste dal programma. Per sapere se rientrate nella fascia invitata, chiedete al medico di famiglia o al centro sanitario presso cui siete registrate.

Quando possono servire controlli più frequenti (sempre su indicazione del medico):

  • risultati anomali in passato o test HPV positivo
  • trattamento precedente di lesioni del collo dell’utero
  • sistema immunitario indebolito (ad es. HIV, terapia immunosoppressiva, trapianto)
  • sintomi: sanguinamento dopo i rapporti, tra un ciclo e l’altro o dopo la menopausa, perdite insolite

Importante: i sintomi non aspettano la data dello screening. In caso di sanguinamento insolito o dolore, prenotate una visita ginecologica indipendentemente da quando avete fatto l’ultimo Pap test.

04Pap test o test HPV? Le differenze e cos’è il co-testing

La differenza principale: il Pap test cerca cellule già alterate, mentre il test HPV cerca il virus che provoca queste alterazioni. Entrambi si prelevano allo stesso modo, con un piccolo spazzolino dal collo dell’utero, spesso dallo stesso campione.

Pap test (citologia):

  • osserva la forma delle cellule al microscopio
  • indica se ci sono alterazioni lievi o significative
  • è particolarmente utile nelle donne più giovani, nelle quali le infezioni da HPV sono molto comuni e spesso regrediscono da sole
  • si usa anche come “triage” dopo un test HPV positivo, per decidere se serve la colposcopia

Test HPV:

  • rileva i tipi di HPV ad alto rischio (ad es. 16, 18 e altri)
  • è più sensibile nell’individuare le donne a rischio di lesioni precancerose
  • un risultato negativo rassicura per un periodo più lungo, per cui l’intervallo può essere più ampio
  • è raccomandato dall’OMS come test primario di screening dai 30 anni ed è il test di base del programma nazionale albanese

Co-testing:

  • Pap test e test HPV nello stesso momento
  • offre le informazioni più complete in un’unica visita
  • il medico può consigliarlo in base a età, storia clinica o risultati precedenti

Un test HPV positivo non significa tumore. Significa che il virus è presente e che serve un follow-up: di solito un Pap test (se non già eseguito), una ripetizione dopo un certo intervallo o la colposcopia. Alla Klinika Gjata è il medico a decidere quale test o combinazione vi serve, in base a età, risultati precedenti e raccomandazioni attuali.

05Come si fa il Pap test? Cosa succede durante l’esame

Il Pap test si esegue nell’ambulatorio ginecologico durante una normale visita, e il prelievo vero e proprio dura solo uno o due minuti.

Cosa si utilizza:

  • Speculum: uno strumento liscio di plastica o metallo che apre delicatamente le pareti vaginali per permettere al medico di vedere il collo dell’utero. Esiste in diverse misure, anche piccole.
  • Spazzolino o spatola cervicale: uno spazzolino morbido che preleva cellule dalla superficie del collo dell’utero e dal canale cervicale.
  • Contenitore o vetrino: il campione viene posto in un contenitore con liquido conservante (citologia in fase liquida) oppure strisciato su un vetrino (metodo tradizionale) e inviato al laboratorio.

In laboratorio uno specialista in citologia esamina le cellule al microscopio e classifica il risultato secondo il sistema internazionale Bethesda. Se il campione è in fase liquida, sullo stesso campione si può eseguire anche il test HPV.

Spesso il Pap test si abbina alla visita ginecologica completa: colloquio su ciclo, contraccezione e sintomi, esame clinico e, quando serve, ecografia. Se il medico nota sul collo dell’utero qualcosa che richiede attenzione, può consigliare la colposcopia.

06Pap test passo dopo passo: come si svolge la visita

Ecco come si svolge di solito un Pap test, dall’arrivo al risultato:

  1. Breve colloquio: il medico chiede la data dell’ultima mestruazione, la contraccezione, le gravidanze, i risultati precedenti di Pap o HPV ed eventuali sintomi.
  2. Preparazione: vi spogliate dalla vita in giù in uno spazio riservato e vi sdraiate sul lettino ginecologico con le gambe appoggiate.
  3. Rilassamento: il medico vi spiega cosa farà. Respirare lentamente e rilassare i muscoli del pavimento pelvico rende l’esame più semplice.
  4. Inserimento dello speculum: lo speculum viene inserito delicatamente e aperto leggermente, così da vedere il collo dell’utero. Potete avvertire pressione, ma non un dolore forte.
  5. Prelievo: con uno spazzolino morbido si raccolgono le cellule dal collo dell’utero – bastano pochi secondi.
  6. Rimozione dello speculum: lo strumento viene tolto subito dopo il prelievo.
  7. Etichettatura e invio: il campione viene etichettato e inviato al laboratorio per la citologia (e il test HPV, se richiesto).
  8. Dopo l’esame: vi rivestite e potete tornare subito alle vostre attività. Una lieve perdita di sangue è possibile e normale.
  9. Il risultato: quando arriva, il medico ve lo spiega e vi indica chiaramente il passo successivo – controllo di routine, ripetizione, test HPV o colposcopia.

Se siete in ansia, ditelo subito. Potete chiedere uno speculum più piccolo, fermarvi in qualsiasi momento o farvi accompagnare.

07Come prepararsi al Pap test? Quando farlo nel ciclo e cosa evitare

Risposta breve: fate il Pap test quando non avete il ciclo ed evitate rapporti sessuali, lavande e prodotti vaginali per circa 48 ore prima. Così il campione è più pulito e il risultato più affidabile.

Il momento migliore del ciclo:

  • ideale: circa 10–20 giorni dopo il primo giorno della mestruazione (a metà ciclo)
  • evitate i giorni di sanguinamento: molto sangue può rendere il campione inadeguato alla lettura
  • se il ciclo è irregolare, scegliete un giorno senza perdite

Cosa evitare nelle circa 48 ore precedenti:

  • rapporti sessuali
  • lavande vaginali o lavaggi interni
  • creme, gel, ovuli o lubrificanti vaginali (salvo prescrizione – informate il medico)
  • spermicidi o assorbenti interni

Indicazioni pratiche:

  • potete mangiare, bere e guidare normalmente
  • la normale doccia esterna va benissimo
  • portate con voi i risultati precedenti di Pap o HPV, se li avete
  • se avete un’infezione in corso (perdite, prurito, bruciore), ditelo al medico: a volte conviene trattare prima l’infezione e fare il test più tardi

Se ve ne siete dimenticate e avete avuto un rapporto la sera prima, telefonate alla clinica: il medico deciderà se eseguire il test o rinviarlo.

08Il Pap test fa male?

Per la maggior parte delle donne il Pap test non fa male. Si avverte fastidio, pressione o un lieve “crampo” per qualche secondo, mentre si inserisce lo speculum e si esegue il prelievo.

Perché alcune donne avvertono più fastidio:

  • tensione e ansia, che contraggono i muscoli pelvici
  • secchezza vaginale, soprattutto dopo la menopausa o durante l’allattamento
  • primo esame o un’esperienza difficile in passato
  • vaginismo, endometriosi o un’infezione in corso

Cosa aiuta:

  • dite al medico se avete paura o dolore: si può usare uno speculum più piccolo e procedere più lentamente
  • respirazione lenta e profonda; rilassate spalle e gambe
  • svuotate la vescica prima dell’esame
  • dopo la menopausa, se la secchezza è importante, il medico può consigliare un trattamento locale con estrogeni per alcune settimane prima
  • potete interrompere l’esame in qualsiasi momento

Dopo l’esame, una lieve perdita di sangue o un piccolo fastidio sono frequenti e passano entro un giorno. Se il sanguinamento è abbondante o persiste, contattate il medico.

09Pap test in gravidanza, dopo la menopausa, dopo il vaccino HPV e nelle donne che non hanno mai avuto rapporti

Pap test in gravidanza Sì, il Pap test si può fare in sicurezza in gravidanza e non danneggia il bambino. Spesso si esegue nelle prime visite, se non avete un risultato recente. Lo spazzolino morbido può causare una lieve perdita di sangue, perché in gravidanza il collo dell’utero è più vascolarizzato: di solito non è preoccupante, ma informate il medico. Se il risultato è anomalo, la colposcopia si può eseguire anche in gravidanza, mentre il trattamento delle lesioni di solito si rinvia a dopo il parto, secondo la valutazione del medico.

Dopo il parto Se il Pap test è da fare dopo il parto, di solito si attende la fine del puerperio (circa 6–12 settimane), quando il collo dell’utero si è ripreso.

Dopo la menopausa Lo screening continua anche dopo la menopausa, fino all’età in cui il medico conferma che si può interrompere, in base ai risultati precedenti. I cambiamenti ormonali possono causare secchezza e cellule “atrofiche”, che a volte rendono più difficile la lettura. In questi casi il medico può consigliare il test HPV o una ripetizione dopo un trattamento locale. Qualsiasi sanguinamento dopo la menopausa va valutato rapidamente: non aspetta lo screening.

Dopo il vaccino HPV Il vaccino HPV protegge dai tipi più pericolosi del virus, ma non da tutti. Per questo le donne vaccinate devono continuare lo screening con Pap o HPV secondo le indicazioni del medico.

Donne che non hanno mai avuto rapporti sessuali (vergini) L’HPV si trasmette soprattutto con il contatto sessuale, per cui nelle donne che non hanno mai avuto alcun contatto sessuale il rischio è molto basso e di solito lo screening di routine non è necessario. Tuttavia, in presenza di sintomi (sanguinamento insolito, perdite, dolore) serve una visita ginecologica. Il medico decide con voi se è necessario qualche esame e sceglie il metodo più adatto e delicato.

Dopo l’isterectomia Se utero e collo dell’utero sono stati asportati per una causa benigna, spesso il Pap test non serve più. Se l’intervento è stato fatto per lesioni precancerose o tumore, può servire un controllo vaginale: chiedete al medico.

10Come leggere il risultato del Pap test? Negativo, ASC-US, LSIL, HSIL e passi successivi

La maggior parte dei risultati del Pap test è normale. Anche quando il risultato è anomalo, nella maggior parte dei casi non si tratta di tumore ma di alterazioni da seguire. I risultati vengono refertati secondo il sistema internazionale Bethesda.

Termini principali:

  • NILM (negativo per lesione intraepiteliale o malignità): risultato normale. Si prosegue con i controlli all’intervallo stabilito dal medico.
  • ASC-US (cellule squamose atipiche di significato indeterminato): alterazioni molto lievi, spesso dovute a HPV, infiammazione o cambiamenti ormonali. Non significa tumore. Di solito segue un test HPV o la ripetizione del Pap test; se l’HPV è positivo, può essere consigliata la colposcopia.
  • LSIL (lesione intraepiteliale squamosa di basso grado): alterazioni lievi, di solito legate all’HPV, che in molte donne regrediscono da sole. Il medico può consigliare colposcopia o follow-up, in base a età e risultato HPV.
  • ASC-H (cellule squamose atipiche, non si può escludere HSIL): richiede colposcopia.
  • HSIL (lesione intraepiteliale squamosa di alto grado): alterazioni più importanti, precancerose. Richiede colposcopia e, di solito, biopsia. Non è un tumore, ma va trattata perché non progredisca.
  • AGC (cellule ghiandolari atipiche): alterazioni delle cellule ghiandolari; richiede una valutazione completa (colposcopia ed esami ulteriori).
  • Campione inadeguato (non soddisfacente): il laboratorio non riesce a leggere il campione (ad es. poche cellule, sangue o infiammazione). Non indica un problema: il test si ripete semplicemente, di solito dopo qualche settimana.

Possibili passi dopo un risultato anomalo:

  1. Test HPV (se non già eseguito), per valutare il rischio.
  2. Ripetizione del Pap test o del test HPV dopo un intervallo stabilito dal medico.
  3. Colposcopia: esame ingrandito del collo dell’utero, con l’aiuto di soluzioni specifiche, che mostra le aree da osservare più da vicino.
  4. Biopsia: prelievo di un piccolo frammento di tessuto durante la colposcopia, per la diagnosi istologica (ad es. CIN1, CIN2, CIN3).
  5. Trattamento, se necessario: le lesioni precancerose si trattano con piccoli interventi che rimuovono l’area interessata.

Conta non solo il risultato ma anche il contesto: età, test HPV, risultati precedenti e gravidanza. Per questo l’interpretazione la fa sempre il medico, non una tabella.

11Perché fare il Pap test alla Klinika Gjata di Tirana?

Alla Klinika Gjata il Pap test non è un prelievo isolato, ma parte di un percorso di prevenzione completo: Pap test, test HPV, colposcopia e biopsia, tutto seguito dalla stessa dottoressa.

Perché è importante per voi:

  • La Prof.ssa Associata Dr.ssa Elinda Gjata, MD, Dr. Sc., è ostetrica-ginecologa con oltre 25 anni di esperienza e Professore Associato all’Università di Medicina di Tirana.
  • Si è formata in colposcopia a Parigi, Lione e Ascoli Piceno: l’esame che segue quando Pap o HPV risultano anomali.
  • È coautrice di ricerche sulla consapevolezza e la prevenzione del tumore del collo dell’utero, sulla diffusione del Pap test e sull’adesione al vaccino HPV in Albania (2024–2025): conosce da vicino le difficoltà reali delle donne albanesi con lo screening.
  • La clinica è attiva dal 2009 in Rruga Hasan Sufa, a Tirana.

Cosa potete aspettarvi:

  • una spiegazione chiara prima dell’esame e tempo per le domande
  • un approccio delicato, soprattutto al primo esame, per le donne ansiose o dopo la menopausa
  • la spiegazione del risultato e un piano di follow-up chiaro, senza lasciarvi con termini incomprensibili su un foglio
  • colposcopia e biopsia nella stessa clinica, quando necessarie

Per prenotare: chiamate il +355 4 234 0059.

12Quanto costa il Pap test a Tirana? Cosa influisce sul prezzo

Il prezzo del Pap test dipende dal tipo di esame e da cosa comprende la visita. Per il prezzo aggiornato alla Klinika Gjata, chiamate il +355 4 234 0059.

Fattori che influiscono sul costo:

  • solo Pap test, oppure Pap test con test HPV (co-testing)
  • metodo: citologia tradizionale o in fase liquida
  • se è inclusa la visita ginecologica completa e/o l’ecografia
  • se servono esami ulteriori: colposcopia, biopsia, test per infezioni
  • il laboratorio che analizza il campione

Esiste un Pap test gratuito in Albania? Il programma nazionale pubblico di screening del tumore del collo dell’utero offre gratuitamente il test HPV nei centri sanitari alle fasce d’età incluse nel programma, con follow-up per i casi positivi. Per i dettagli aggiornati (età, inviti, dove si esegue), chiedete al medico di famiglia o al centro sanitario presso cui siete registrate.

Molte donne scelgono una clinica privata quando sono fuori dalla fascia d’età del programma, desiderano Pap e HPV nella stessa visita, hanno bisogno di una colposcopia rapida dopo un risultato anomalo o vogliono che tutto il percorso sia seguito dalla stessa dottoressa.

Altre domande frequenti

Si può fare il Pap test durante il ciclo?

Di solito no. Il sangue può rendere il campione inadeguato alla lettura. Il momento migliore è a metà ciclo, circa 10–20 giorni dopo il primo giorno della mestruazione. Se avete solo lievi perdite, chiamate la clinica: il medico deciderà se il test si può fare.

Quanto tempo ci vuole per il risultato del Pap test?

Dipende dal laboratorio e dal tipo di esame (solo Pap o con HPV). Di solito il risultato arriva in un periodo che va da pochi giorni ad alcune settimane. Alla Klinika Gjata vi viene indicato il tempo previsto il giorno dell’esame, e il medico vi contatta per spiegarvi il risultato.

Il Pap test rileva il tumore dell’ovaio o dell’utero?

No. Il Pap test riguarda il collo dell’utero. Non individua il tumore dell’ovaio e non è un esame affidabile per il tumore del rivestimento interno dell’utero (endometrio). In caso di sintomi come sanguinamento insolito, dolore addominale o gonfiore, il medico può consigliare un’ecografia e altri esami.

Dove posso fare un Pap test o un test HPV gratuito a Tirana?

Il programma nazionale pubblico di screening offre gratuitamente il test HPV nei centri sanitari alle fasce d’età previste. Chiedete al medico di famiglia o al centro sanitario presso cui siete registrate per l’età e la procedura. Se siete fuori dal programma o vi serve un Pap test, una colposcopia o un follow-up, potete prenotare alla Klinika Gjata.

È normale sanguinare dopo il Pap test?

Sì. Una lieve perdita di sangue o una perdita marroncina per qualche ora fino a un giorno è frequente, soprattutto in gravidanza o quando il collo dell’utero è sensibile. Se il sanguinamento è abbondante, dura più di uno o due giorni o si accompagna a dolore forte o febbre, contattate il medico.

Serve il Pap test dopo l’isterectomia?

Dipende dal motivo. Se utero e collo dell’utero sono stati asportati per un problema benigno (ad es. fibromi) e non avete mai avuto lesioni precancerose, di solito non serve. Se l’intervento è stato fatto per lesioni del collo dell’utero o tumore, oppure se il collo dell’utero è stato conservato, può servire un follow-up. Il medico decide in base alla vostra documentazione.

HPV positivo ma Pap test negativo: cosa significa?

Il virus è presente, ma le cellule non mostrano alterazioni. In molte donne l’infezione da HPV regredisce da sola entro uno o due anni. Il medico di solito consiglia di ripetere il test dopo un intervallo stabilito. Se l’HPV è di tipo 16 o 18, o se persiste, può essere consigliata la colposcopia.

ASC-US nel Pap test: è un tumore?

No. ASC-US (spesso scritto ASCUS) significa che il laboratorio ha visto cellule leggermente diverse senza una causa chiara. Spesso è legato a HPV, infiammazione o cambiamenti ormonali. Il passo abituale è il test HPV o la ripetizione del Pap test. Se l’HPV è positivo, il medico può consigliare la colposcopia.

Il Pap test indica infiammazione: cosa devo fare?

L’infiammazione nel Pap test è frequente e di solito non è legata al tumore. Può dipendere da infezioni vaginali, irritazione, contraccezione o cambiamenti ormonali. Il medico valuta se avete sintomi e se servono un test per infezioni o una terapia. A volte si consiglia di ripetere il Pap test dopo che l’infiammazione si è risolta.

Il Pap test rileva le infezioni sessualmente trasmesse?

Il Pap test non è un esame per le infezioni sessualmente trasmesse. A volte il laboratorio nota segni di alcune infezioni (ad es. candida, trichomonas), ma per clamidia, gonorrea, sifilide o HIV servono esami specifici. Se desiderate un controllo per le infezioni, ditelo durante la visita.

Quanto dura il Pap test?

Il prelievo dura solo 1–2 minuti. Con il colloquio e la preparazione, la visita dura di solito circa 10–20 minuti. Se si abbina a una visita ginecologica completa o a un’ecografia, serve un po’ più di tempo.

A che età si fa il primo Pap test?

Le linee guida internazionali variano. Molte iniziano lo screening intorno ai 20–25 anni (ad es. l’ACOG negli Stati Uniti dai 21 anni), mentre l’OMS raccomanda il test HPV dai 30 anni per la popolazione generale. Il medico vi consiglierà quando iniziare, in base a età, storia sessuale e fattori di rischio.

Fino a che età bisogna fare il Pap test?

Molte linee guida consentono di interrompere lo screening intorno ai 65 anni, ma solo se i risultati degli ultimi anni sono stati normali e non ci sono precedenti di lesioni precancerose. Lo si decide con il medico. Il sanguinamento dopo la menopausa va sempre valutato, a qualsiasi età.

Il Pap test può sbagliare?

Come ogni esame di screening, il Pap test non è accurato al 100%. A volte può non cogliere un’alterazione o mostrare alterazioni che poi non vengono confermate. Per questo è importante ripeterlo all’intervallo giusto e, quando consigliato, abbinarlo al test HPV; ed è per questo che colposcopia e biopsia servono a confermare la diagnosi.

Cos’è la colposcopia e quando serve?

La colposcopia è l’esame del collo dell’utero con un microscopio ingrandente (colposcopio), dopo l’applicazione di soluzioni che evidenziano le aree anomale. È consigliata quando Pap o HPV risultano anomali, o quando il medico nota qualcosa di sospetto. Durante l’esame si può prelevare una piccola biopsia. Alla Klinika Gjata la colposcopia è eseguita dalla Prof.ssa Associata Dr.ssa Elinda Gjata.

Quando si può fare il Pap test dopo il parto?

Di solito dopo la fine del puerperio, circa 6–12 settimane dopo il parto, quando il collo dell’utero si è ripreso. Se avete avuto un risultato anomalo in gravidanza, il medico vi indicherà la data esatta del controllo.

Posso fare il Pap test se ho la spirale (IUD)?

Sì. La spirale non interferisce con il Pap test e non si sposta durante il prelievo. Dite al medico che la portate: durante l’esame si possono controllare anche i fili.

Posso avere rapporti dopo il Pap test?

Sì, di solito subito o dopo un giorno, se non avete perdite di sangue. Se oltre al Pap test è stata eseguita anche una biopsia, il medico può consigliare alcuni giorni senza rapporti e senza assorbenti interni.

Le informazioni in questa pagina sono di carattere generale e non sostituiscono una visita medica.

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